giu 1
Mugello: nei paddock del Motomondiale
fonte: motogp.com

I piloti della MotoGP non sono stati gli unici personaggi famosi nel paddock del Mugello questo week end.
L’ex ciclista italiano Mario Cipollini è stato uno dei primi ad essere stato raggiunto dai microfoni di motogp a cui non ha nascosto la sua passione per i piloti italiani.
`Da italiano è impossibile non fare il tifo per gli italiani, e credo che Rossi sia in assoluto il più forte,´ ha detto Cipollini. `Se e quando deciderà di ritirarsi (Rossi) c’è comunque un folto gruppo di giovani e talentuosi piloti che lo sostituiranno´.


feb 20
Che emozione sentire la folla…
Tornare a correre in America ed essere ancora acclamato così da tanta gente è stata un’emozione incredibile. Avevo vissuto qualcosa di simile all’OlimpiadeAtlanta ‘96 e al Giro della Georgia. Evidentemente il pubblico di qui ha simpatia per gli italiani e un affetto speciale per il sottoscritto.
Sembra che il tempo si sia fermato a tre anni fa. Mi trovo a rivivere intensamente una parte di vita che aveva preso un percorso diverso dopo il ritiro. Quando finisce la carriera ti senti un ex e cambia tutto. Nel mio caso è come se avessi riavvolto la cassetta…Ho 41 anni, una gamba rotta (per l’incidente sugli sci) e non corro da tre stagioni. Ma dentro mi sento lo stesso di cinque anni fa. Lo so, può sembrare assurdo. Però è divertente ritrovare certi stimoli.
Tecnicamente potrei dire che questo mio secondo debutto è stato eccezionale (44º a 17″ dal vincitore Cancellara;). Al Tour mi è capitato di prendere 8″ da Boardman e 1″ da Ullrich in un prologo di 11 km. Questa volta, però, non mi ero preparato. Sono arrivato venerdì, con nove ore di fuso orario da smaltire e un materiale non sofisticato. Abbiamo recuperato una bici vecchia di otto anni e l’abbiamo riverniciata. Inoltre non ho potuto provare come hanno fatto Cancellara e i migliori.
Diciamo che andata anche troppo bene. Ma questo non vuol dire che mi faccio illusioni per le volate…
Per me è una seconda vita. Chiamo a casa, assolvo agli obblighi di casa, chiedo come vanno i miei affari e poi mi trovo a pensare: “Oddio, devo correre”. Quindi valigie, pantaloncini, orari per la colazione. Come una realtà virtuale che si sovrappone a quella vera.
Un delle cose divertenti è stato tornare a chiacchierare in gruppo. Non sono qui per togliere spazio a loro, ma per vivere la mia particolare esperienza.
Un saluto a tutti e alla prossima!
Mario Cipollini
338 commentsgen 20
Carissimi amici,
ho una notizia da darvi: io la ritengo bella e importante e spero che così sia anche per voi. La notizia è che torno a correre. Ma come, vi chiederete, alle soglie dei 41 anni e a quasi tre dal mio ritiro? Credetemi, sono gli stessi dubbi e le stesse domande con i quali mi sono confrontato in questi ultimi 5 mesi, da quando cioè, quasi per gioco, mi venne fatta l’incredibile proposta che alla fine ho deciso di accettare.
Ho sempre pensato che nella vita di un uomo ci siano delle occasioni che non si ripetono: e questa, ve l’assicuro, è una di quelle. Il motivo è presto detto: ho la possibilità di realizzare quello che – da quando sono sceso di sella – è diventato il mio sogno: creare una squadra mia, nella quale trasferire tutte le esperienze e tutte le conoscenze accumulate in una vita spesa nel ciclismo.
L’opportunità si è materializzata grazie a Mike Ball e alla sua Rock & Republic: una piccola formazione americana, ma sponsorizzata da un marchio dell’abbigliamento giovane, dinamico, in grande espansione, che ha voglia di crescere e di investire. Mi hanno proposto un progetto di lunga durata: all’inizio dovrei prendere per mano la squadra come” regista” in corsa, poi ne diventerei la guida e il manager dal di fuori.
Ecco il perché del mio ritorno: non è, evidentemente, il patetico desiderio dell’ex di riprendersi il centro del palcoscenico, penso di non aver più nulla da dimostrare dal punto di vista agonistico dopo 189 vittorie e 17 anni di carriera professionistica. Ma la Rock & Republic per farsi conoscere e notare, in questo momento ha bisogno che Cipollini torni in sella, seppure limitatamente ad alcune gare del calendario americano (anche se non escludo di farvi una grande sorpresa…) un impegno circoscritto, perché sono il primo a sapere che il tempo non si può fermare, anche se vi garantisco che mi sono dato da fare per ripresentarmi in condizioni accettabili e non sfigurare accanto ai miei ben più giovani colleghi.
Diciamo che la decisione di tornare in gruppo è un passaggio verso quello che io considero un futuro pieno di opportunità: l’America, voi lo sapete, è il paese dei sogni e forse li si potrebbe realizzare pure il mio, considerato anche che qui in Italia, purtroppo, in questi due anni non ho avuto una sola, vera possibilità di creare qualcosa di importante o di essere coinvolto in un progetto davvero significativo.
Perciò, appuntamento al Giro di California dal 17 al 24 febbraio, che segnerà il mio… secondo debutto, dopo quello avvenuto 19 anni fa. Spero, anzi sono sicuro, che sarete ancora una volta al mio fianco, perché il vostro affetto è stata l’eredità più bella che mi porto dentro della mia carriera di corridore. A presto. Vostro
Mario Cipollini
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